Le conseguenze dell’asportazione delle paratiroidi

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La conseguenza diretta dell'asportazione totale delle paratiroidi è l’ipoparatiroidismo, che può comunque essere controllato efficacemente con farmaci, calcio e vitamina D.

Indice

Questo approfondimento è dedicato alle conseguenze dell’asportazione delle paratiroidi, ghiandole molto importanti per il metabolismo del calcio.

Hanno il compito di secernere il paratormone, regolato da un meccanismo a feedback negativo, per cui un’elevata concentrazione di calcio nel sangue ne limita la produzione e viceversa.

Quando le paratiroidi secernono eccessivamente questo ormone in maniera cronica, può essere necessaria l’asportazione chirurgica, in modo da stabilizzare nuovamente questo meccanismo.

L’asportazione delle paratiroidi

iperparatiroidismo

L’asportazione delle paratiroidi si rende necessaria nei casi di:

  • iperparatiroidismo primario;
  • iperparatiroidismo secondario;
    • iperparatiroidismo terziario.

Le cause sono differenti, ma mostrano un quadro sintomatologico simile; per approfondire:

Iperparatiroidismo primario

iperparatiroidismo primitivo

L’iperparatiroidismo primario si verifica in presenza di patologie tumorali delle paratiroidi, come:

  • adenoma;
  • carcinoma;
  • neoplasia multipla endocrina;
  • iperplasia ghiandolare.

La neoplasia è generalmente secernente, per cui il paratormone viene secreto in misura maggiore; in risposta, si viene a verificare un aumento del calcio nel sangue, per cui avremo:

  • calcemia aumentata;
  • fosforemia ridotta;

Iperparatiroidismo secondario

iperparatiroidismo secondario

Nell’iperparatiroidismo secondario si verifica un’attività ipercompensatoria secondaria, per cui in risposta alla diminuzione dei livelli di calcio si verifica un aumento del paratormone.

È data da condizioni differenti, per cui le paratiroidi non risultano sempre morfologicamente alterate.

L’iperparatiroidismo secondario è, infatti, conseguenza di:

  • insufficienza renale cronica;
  • un apporto deficitario di vitamina D e/o calcio attraverso l’alimentazione;
  • una sindrome da malassorbimento, la difficoltà di assorbimento del calcio a livello dell’intestino).

In questo caso la calcemia, il calcio e il fosforo nelle urine risultano ridotti, diversamente dall’iperparatiroidismo primario; per questo motivo è molto importante una diagnosi accurata.

Iperparatiroidismo terziario

Quando la condizione si protrae a lungo e non viene risolta, questo può evolvere in iperparatiroidismo terziario, in quanto le paratiroidi secernono paratormone in autonomia, anche regolando il metabolismo del calcio.

La paratiroidectomia

In base alla diagnosi, la paratiroidectomia può essere effettuata con diverse tecniche.

Le più utilizzate attualmente sono:

Il progresso tecnologico, ad ogni modo, sta offrendo sempre più strumenti per rendere questo intervento più veloce e meno aggressivo nei confronti del paziente: a questo proposito nasce la MIVAP, la chirurgia mini-invasiva video assistita, che offre notevoli vantaggi, relativi soprattutto al post-operatorio.

Detto ciò, l’intervento può richiedere l’asportazione di una o più paratiroidi, per cui avremo:

  • paratiroidectomia semplice, in cui si asporta una ghiandola;
  • paratiroidectomia subtotale, in cui si asportano 3 paratiroidi, lasciando un frammento della quarta restante;
  • paratiroidectomia + emitiroidectomia + linfadenectomia dell’emicomparitmento centrale omolaterale, nel caso di carcinoma paratiroideo;
  • paratiroidectomia totale, in cui tutte le paratiroidi vengono asportate, più rara.

Paratiroidectomia semplice

mivap paratiroidi

La paratiroidectomia semplice può essere effettuata con chirurgica mini-invasiva video assistita MIVAP, quando è confermata la possibilità di poter asportare una sola ghiandola patologica.

La MIVAP mini-invasive video-assisted parathyroidectomy ripete i passaggi della chirurgia tradizionale open, offrendo:

  • la possibilità di effettuare incisioni ridotte;
  • un post-operatorio più breve e meno doloroso;
  • risultati estetici migliori;
  • una migliore visualizzazione delle strutture cervicali rispetto alle altre tecniche.

Paratiroidectomia subtotale

paratiroidectomia subtotale

Quando si verifica l’iperplasia, il rigonfiamento delle ghiandole, il trattamento prevede l’asportazione:

  • di 3 delle 4 paratiroidi;
  • parte della paratiroide sana,

in modo da poter controllare senza l’ausilio di farmaci i livelli di calcio nel sangue.

In questo caso si può far ricorso alla chirurgia open o mini-invasiva, in base alle caratteristiche del paziente.

Paratiroidectomia + emitiroidectomia + linfadenectomia dell’emicomparitmento centrale omolaterale

paratiroidectomia omolaterale con emitiroidectomia

Nei casi di carcinoma si fa ricorso alla paratiroidectomia omolaterale, con emitiroidectomia e linfadenectomia dell’emicompartimento centrale associate.

Vengono dunque asportate:

  • le paratiroidi di un solo lato;
  • la porzione di tiroide interessata;
  • le stazioni linfatiche ad esse collegate.

Il trattamento in questione si rende necessario per evitare il rischio di recidive e per eliminare possibili cellule neoplastiche residue.

Le conseguenze dell’asportazione delle paratiroidi

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Analizziamo ora le conseguenze dell’asportazione delle paratiroidi.

Generalmente l’intervento risolve l’iperparatiroidismo.

Nei casi in cui vengano rimosse totalmente, la conseguenza diretta dell’asportazione delle paratiroidi è l’ipoparatiroidismo, controllato efficacemente con:

  • sostituti del paratormone (PTH);
  • integrazione di calcio;
  • integrazione di vitamina D.

La rimozione totale è generalmente necessaria quando l’iperparatiroidismo persiste a seguito della paratiroidectomia semplice o subtotale.

Negli altri casi, la calcemia si abbassa subito dopo l’intervento, per cui è importante monitorare la condizione ed eventualmente correggere i livelli nel post-operatorio, prescrivendo l’assunzione di calcio e vitamina D.

L’intervento di paratiroidectomia è considerato sicuro, ma non scevro da complicanze, come qualsiasi intervento chirurgico.

Tra queste si annoverano:

  • emorragie;
  • lesioni al nervo laringeo ricorrente;
  • ipoparatiroidismo, in caso di lesione alle paratiroidi sane durante l’intervento;
  • recidive.

Va sottolineato, comunque, che le complicazioni sopra descritte sono rare, attestandosi a meno del 5% dei casi totali.

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