I sintomi di una disfunzione della tiroide

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I sintomi di una disfunzione alla tiroide sono subdoli e spesso sottovalutati: riconoscerli permette di diagnosticare la patologia corretta e curarla.

Indice

I sintomi della disfunzioni alla tiroide non vengono spesso tenuti in considerazione come dovrebbero, considerando anche lo stile di vita frenetico a cui la maggior parte della popolazione è abituato.

Le alterazioni della funzione della tiroide, infatti, si palesano con una sintomatologia subdola, confusa alle volte come semplice stress.

È bene, dunque, fare chiarezza su questo argomento, vista l’elevata incidenza nella popolazione delle patologie della tiroide e l’importanza degli ormoni che questa produce.

I sintomi della disfunzione alla tiroide

Iniziamo subito facendo una prima distinzione tra:

  • alterazioni tiroidee strutturali;
  • alterazioni tiroidee funzionali.

Le modificazioni strutturali sono legate allo sviluppo di neoformazioni, come:

  • noduli, formazioni di natura benigna o maligna, insorgendo anche in grande numero (gozzo multinodulare) e dimensione;
  • cisti, a contenuto liquido, generalmente non preoccupanti.

Accertare la natura dei noduli è di fondamentale importanza per il trattamento da seguire.

Le modificazioni funzionali della tiroide, invece, riguardano principalmente la produzione ormonale, causando spesso squilibri: tra queste si identificano:

I sintomi dell’ipotiroidismo

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L’ipotiroidismo è una condizione in cui la tiroide non produce, o produce poco, ormone tiroideo.

Questa condizione vede il metabolismo rallentato, portando con sé una varietà di sintomi che generalmente risultano concomitanti.

Si manifesta con:

  • stanchezza;
  • aumento dell’appetito;
  • alti livelli di colesterolo a bassa intensità non controllato con la dieta o i farmaci (con possibilità di problemi cardiaci);
  • tendenza ad ingrassare anche seguendo una dieta equilibrata;
  • perdita della libido (data anche dall’accumularsi dei sintomi associati, come l’aumento di peso);
  • pelle secca e sudorazione ridotta;
  • sensazione di freddo;
  • ciclo mestruale più lungo del normale, con dolori molto forti e flusso abbondante;
  • dolori muscolari e formicolio degli arti;
  • necessità di dormire troppo;
  • amnesie;
  • respiro corto sotto sforzo.

L’ipotiroidismo non trattato, inoltre, predispone il paziente a ipertensione.

I sintomi dell’ipertiroidismo

ipertiroidismo sintomi

L’ipertiroidismo è l’esatto opposto, ovvero si verifica un’eccessiva produzione dell’ormone tiroideo: per questo motivo, la sintomatologia sarà diversa, ma sempre subdola.

Può essere causata da diverse sindromi o condizioni, come:

Il metabolismo in questo caso risulterà accelerato, manifestandosi con:

  • nervosismo e ansia;
  • perdita dell’appetito e di peso, anche seguendo una dieta adeguata;
  • difficoltà di concentrazione;
  • sbalzi d’umore;
  • palpitazioni cardiache;
  • sudorazione eccessiva e percezione del caldo maggiore, in quanto le cellule bruciano più energia;
  • difficoltà nel prendere sonno, legata all’ansia.

Per quanto le manifestazioni sintomatologiche dell’ipertiroidismo siano minori, il controllo di questa patologia è più complesso rispetto all’ipotiroidismo:

è più complesso gestire la sovrapproduzione che compensare la carenza di ormone tiroideo.

La diagnosi

esami del sangue tiroide

La diagnosi in caso di disfunzione o alterazioni strutturali della ghiandola tiroidea, vedono in primo luogo un’analisi palpatoria della tiroide e uno studio dei valori nel sangue dell’ormone tiroideo.

Le analisi del sangue servono a valutare:

  • i livelli di fT3 (triiodotironina) ed fT4 (tiroxina);
  • i valori dell’ormone ipofisario TSH, che stimola il rilascio degli ormoni sopra citati.

Naturalmente il quadro clinico vedrà valori diversi in caso di carente od eccessiva produzione degli ormoni tiroidei; pertanto avremo:

  • TSH basso, fT3 ed fT4 alti = ipertiroidismo;
  • TSH alto, fT3 ed fT4 bassi = ipotiroidismo.

In caso di noduli tiroidei, una volta individuati tramite palpazione, è necessario identificarne la natura benigna o maligna.

Questa viene fatta tramite un’ecografia della tiroide e con agoaspirato tiroideo.

Ad ogni modo, i tumori maligni, se trattati adeguatamente e diagnosticati in tempo, in una buona percentuale dei casi possono essere curati efficacemente.

I trattamenti

Le terapie per il trattamento delle disfunzioni o delle alterazioni morfologiche della tiroide variano in base alla diagnosi.

Cura dell’ipotiroidismo

L’ipotiroidismo può essere trattato con terapia farmacologica, sostituendo l’ormone T3 e T4 con preparazioni sintetiche: nei pazienti con problemi cardiaci, il dosaggio è inizialmente basso, aumentato gradualmente fino al mantenimento di livelli stabili degli ormoni.

La terapia con liotironina (sostitutivo del T3), non è indicata nel trattamento a lungo termine (in quanto l’ormone ha emivita breve) e va rivalutata periodicamente.

Cura dell’ipertiroidismo

ipertiroidismo farmaci

L’ipertiroidismo, invece, può prevedere terapie differenti:

  • farmaci anti-tiroidei (metimazolo o propiltiouracile);
  • beta-bloccanti;
  • trattamento radiologico (radioiodio);
  • trattamento chirurgico.

Questi trattamenti si rendono necessari in quanto l’ipertiroidismo può essere dato da altre condizioni che richiedono l’eliminazione della causa principe.

Nel morbo di Basedow, la terapia farmacologica non migliora il tasso di remissione dell’ipertiroidismo, ma viene utilizzato come trattamento di preparazione per l’intervento chirurgico o per la terapia con radioiodio.

In entrambi i casi, l’obiettivo è l’eliminazione della tiroide, con conseguente ipotiroidismo, maggiormente controllabile.

Il trattamento radiologico prevede l’assunzione per via orale dell’isotopo 131 dello iodio, che distruggerà in maniera selettiva la tiroide, preservando i tessuti adiacenti.

MIVAT tiroide

mivat tiroide

Il trattamento chirurgico, invece, prevede l’asportazione della tiroide e consiste nell’esecuzione di un intervento di tiroidectomia totale.

Effettuabile con una tecnica da me ideata e chiamata MIVAT (Mini Invasive Video Assisted Thyroidectomy), la tiroidectomia mini-invasiva videoassistita permette di eseguire la rimozione della ghiandola con un accesso piccolo e dall’impatto estetico minimo.

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