Le terapie per la cura dell’ipercalcemia

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Le terapie sono differenti in base alla gravità dell’ipercalcemia e alla causa che la genera. Nella maggior parte dei casi, la terapia è medica, salvo nei casi di iperparatiroidismo primario: la prima opzione di trattamento, in questo caso, è la chirurgia.

Indice

L’ipercalcemia

ipercalcemia

L’ipercalcemia è una condizione che vede i livelli di calcio nel sangue eccessivamente elevati.

Si parla di ipercalcemia quando i valori di calcio nell’adulto superano i 10,2 mg/dL.

Le cause

ipercalcemia da iperparatiroidismo

La causa più frequente di ipercalcemia è l’iperparatiroidismo primario, che nell’85% dei casi è conseguenza di un tumore benigno alle paratiroidi, l’adenoma paratiroideo.

Questa patologia vede un’eccessiva secrezione di paratormone da parte delle paratiroidi, piccole ghiandole situate nella parte dorsale della tiroide.

Il paratormone (o PTH) mantiene costanti i livelli di calcio nel sangue: un eccesso di questo ormone porta ad una mobilitazione di calcio dalle ossa, con conseguente insorgenza o aggravamento dell’osteoporosi, un aumento in circolo e la filtrazione dello stesso a livello renale, con maggior rischio di formazione di calcoli renali.

Altre cause meno comuni di aumento del livello di calcio nel sangue sono:

  • ipercalcemia ipocalciurica familiare (mutazione del gene sensibile al livello di calcio nel sangue);
  • iperparatiroidismo secondario e terziario (conseguenza di malattie renali croniche);
  • carcinoma (ipercalcemia neoplastica tumorale, ipercalcemia osteolitica);
  • intossicazione da vitamina D;
  • malattie che prevedono la formazione di granulomi;
  • allettamento protratto (dopo giorni o settimane di immobilizzazione, si verifica un accelerato riassorbimento osseo);
  • ipercalcemia idiopatica infantile (molto rara);
  • sindrome di Burnett (ingestione eccessiva e continuata di alimenti ricchi di calcio o di sostanze alcaline come il bicarbonato di sodio o di calcio).

I sintomi dell’ipercalcemia

ipercalcemia sintomi

La sintomatologia dell’ipercalcemia varia in base alla gravità del problema.

L’ipercalcemia lieve può, infatti, essere completamente asintomatica.

La sintomatologia nei casi di ipercalcemia moderata o grave si presenta con:

  • nausea;
  • stitichezza;
  • apatia;
  • disidratazione e polidipsia (abnorme accentuazione del senso di sete);
  • necessità di urinare con frequenza elevata (poliuria) anche di notte (nicturia);
  • confusione;
  • debolezza muscolare e alle ossa;
  • depressione;
  • dolori addominali;
  • dolore alle ossa;
  • perdita dell’appetito.

Sintomi neurologici dell’ipercalcemia

L’ipercalcemia acuta, inoltre, può portare a conseguenze anche fatali, come:

  • problemi cardiaci gravi;
  • problemi neurologici;
  • insufficienza renale.

Per le possibili conseguenze che può portare, l’ipercalcemia acuta viene trattata chirurgicamente in urgenza.

Le terapie

Le terapie sono differenti in base alla gravità dell’ipercalcemia e alla causa che la genera.

Nella maggior parte dei casi, la terapia è medica, salvo nei casi di iperparatiroidismo primario: la prima opzione di trattamento, in questo caso, è la chirurgia.

L’ipercalcemia acuta, inoltre, richiede un trattamento ospedaliero d’urgenza, viste le possibili complicazioni alle quali può andare incontro il paziente.

Trattamento farmacologico

Le terapie mediche per ridurre i livelli di calcio nel sangue intervengono principalmente in due modi:

  • agiscono sui reni, aumentando l’eliminazione del calcio;
  • diminuiscono il riassorbimento osseo.

Eliminazione del calcio

Per incentivare l’eliminazione del calcio, si fa ricorso a farmaci diuretici dell’ansa come la furosemide (Lasix®), per permettere l’espulsione tramite urina.

Questa classe di farmaci favorisce l’eliminazione dei liquidi, inibendo il riassorbimento di sodio e cloro. A differenza dei diuretici tiazidici, la furosemide e altri diuretici dell’ansa aumentano il contenuto di ioni calcio nell’urina, diminuendo la calcemia.

I farmaci chelanti, visti gli effetti collaterali, vengono utilizzati sempre meno, considerati ormai una terapia superata per quanto riguarda il trattamento dell’ipercalcemia.

Diminuzione del riassorbimento osseo

Per diminuire il riassorbimento osseo e la conseguente distruzione dell’osso si prescrive l’assunzione di bifosfonati; sono generalmente i più utilizzati nelle terapie per l’ipercalcemia, prevedendo l’utilizzo di:

  • pamidronato;
  • zolendronato (zometa);
  • acido ibandronico;
  • sodio etidronato.

Le differenze sono principalmente nella posologia, per cui sarà lo specialista ad indicare la terapia più adeguata in base al caso.

La calcitonina viene prescritta viste le sue proprietà ipocalcemizzanti, in risposta all’aumento della secrezione di paratormone: considerando che questi due ormoni lavorano, assieme al calcitriolo (vitamina D attivata), per regolare i livelli del calcio nel sangue, viene utilizzata per l’ipercalcemia conseguente al morbo di Paget.

L’intervento chirurgico per l’ipercalcemia

iperparatiroidismo intervento chirurgico

Per quanto riguarda l’ipercalcemia data da adenoma paratiroideo si procede con l’asportazione chirurgica.

In questo caso le soluzioni chirurgiche disponibili sono tre:

  • la cervicotomia mini-invasiva;
  • la MIVAP;
  • la paratiroidectomia subtotale.

L’obiettivo è riportare a valori di produzione normali l’escrezione di paratormone delle paratiroidi: l’asportazione dell’adenoma restituisce risultati immediati, in quanto il valore di paratormone (PTH) scende del 50% dopo pochi minuti dalla escissione.

I trattamenti chirurgici sopra elencati vengono effettuati con tecnica mini-invasiva, offrendo un risultato dal basso impatto estetico.

Le incisioni, infatti, sono di pochi centimetri, consentendo anche l’accesso della videocamera e degli strumenti chirurgici (MIVAP).

Cervicotomia mini-invasiva

La cervicotomia prevede un accesso alla base del collo di 3 cm per l’asportazione della paratiroide iperfunzionante: è l’intervento d’elezione, effettuato in base al caso con anestesia generale o locale.

MIVAP

La MIVAP (Mini Invasive Video Assisted Parathyroidectomy) è una tecnica entrata recentemente nella pratica chirurgica tiroidea, offrendo risultati equiparabili, se non superiori, alla chirurgia tradizione.

Gli step, infatti, sono gli stessi, ma con un piccolo accesso e l’utilizzo di un microscopio si ottengono grandi vantaggi, quali:

  • una visualizzazione più accurata delle strutture cervicali;
  • un recupero e un dolore post-operatorio ridotto;
  • una cicatrice di dimensioni ridotte.

Paratiroidectomia subtotale

La paratiroidectomia subtotale prevede l’asportazione di 3 paratiroidi e una porzione della restante quarta, generalmente la ghiandola macroscopicamente “meno malata”.

La porzione che non viene asportata continuerà a produrre paratormone in quantità equilibrate, risolvendo l’iperparatiroidismo e, di conseguenza, l’ipercalcemia.

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