L’adrenalectomia: indicazioni, tecniche chirurgiche e post-operatorio

adrenalectomia roma
L'adrenalectomia (o surrenectomia) è l'intervento chirurgico di asportazione di uno o entrambi i surreni. Un'analisi delle indicazioni terapeutiche, delle tecniche chirurgiche, con particolare attenzione alla tecnica laparoscopica, e del post-operatorio.

Indice

Per adrenalectomia si intende l’operazione chirurgica di asportazione di uno o entrambi i surreni.

Chiamata più comunemente surrenectomia, l’adrenalectomia può essere eseguita sia con:

  • tecnica open;
  • tecnica mini-invasiva laparoscopica e/o robotica.

L’adrenalectomia

adrenalectomia

L’adrenalectomia è l’intervento di rimozione di uno o entrambi i surreni.

È un trattamento che si rende necessario nel caso di tumori benigni in cui vi è un’ipersecrezione ormonale o nel caso di patologie maligne surrenaliche con o senza interessamento degli organi contigui.

Considerando l’importante ruolo dei surreni nel nostro organismo, la secrezione ormonale aumentata si può manifestare con diversi sintomi, in quanto i surreni producono diversi ormoni, quali:

  • catecolamine (adrenalina e noradrenalina), nella zona midollare;
  • aldosterone, nella zona glomerulare;
  • glucocorticoidi (di cui i più importanti sono il cortisolo e il corticosterone), nella zona fascicolata;
  • androgeni, nella zona reticolare.

Indicazioni

L’adrenalectomia (o surrenectomia) è indicata nei casi di tumore:

  • maligno;
  • benigno con ipersecrezione ormonale;
  • di grandi dimensioni (4 cm o superiore).

Nello specifico, si prende in considerazione nei casi di:

In base alle caratteristiche del tumore, l’intervento di adrenalectomia può essere eseguito con accesso:

  • laparotomico;
  • mini-invasivo, laparoscopico o robotico.

L’adrenalectomia laparotomica

L’adrenalectomia laparotomica, maggiormente invasiva, è destinata a lesioni particolarmente grandi o ai carcinomi.

In questo caso l’accesso alle logge surrenaliche richiede un’ampia incisione addominale sottocostale, che permette, in caso di lesione maligna, l’esplorazione dell’ipocondrio.

Viene, tuttavia, evitata quando possibile, in quanto:

  • i tempi di recupero risultano essere più lunghi;
  • il dolore avvertito durante il post-operatorio è maggiore.

L’adrenalectomia laparoscopica

adrenalectomia laparoscopica

L’adrenalectomia laparoscopica è la tecnica attualmente più utilizzata, in quanto con incisioni di piccole dimensioni è possibile rimuovere il surrene patologico con una minore invasività.

Si eseguono delle piccole incisioni nella zona addominale che consentono l’accesso dello strumentario e della videocamera chirurgica: quest’ultima permette di visualizzare con elevata accuratezza la loggia surrenalica, ma riducendo le manovre e l’invasività dell’intervento.

L’intervento in questione può essere eseguito per lesioni fino a 12 cm di grandezza: i tumori di dimensioni maggiori richiedono necessariamente l’accesso laparotomico.

L’adrenalectomia posteriore

In caso sia necessario rimuovere entrambi i surreni, si può procedere con l’adrenalectomia posteriore, che permette di evitare il riposizionamento del paziente e di eseguire una adrenalectomia bilaterale simultanea con doppia équipe chirurgica.

È un approccio più diretto alle ghiandole, con incisioni in prossimità dei surreni che permettono l’asportazione bilaterale senza problemi.

Il post-operatorio

Il post-operatorio di una adrenalectomia varia in base all’invasività dell’intervento e alla necessità di asportazione bilaterale dei surreni.

L’accesso laparotomico, infatti, rende il post-operatorio più lungo e doloroso, per via dell’incisione importante che deve essere eseguita: inoltre, la degenza ospedaliera risulta più lunga, dai 5 ai 7 giorni.

Con l’adrenalectomia laparoscopica, invece, la degenza ospedaliera è compresa tra i 2 e i 5 giorni.

La vita senza i surreni

adrenalectomia post operatorio

Vista l’importanza degli ormoni che i surreni producono, nei casi di surrenectomia bilaterale è necessaria una terapia ormonale sostitutiva a vita, in quanto può verificarsi una sindrome da insufficienza cortico-surrenalica.

Diverso è il caso dell’adrenalectomia monolaterale, poiché la produzione ormonale può essere compensata dal surrene non asportato.

È, in questi casi, necessario apportare i glucocorticoidi in maniera adeguata durante il post-operatorio fino alla completa secrezione in autonomia da parte della ghiandola rimanente, altrimenti il paziente, nei giorni subito successivi all’intervento chirurgico, potrebbe andare incontro ad un iposurrenalismo, condizione medica rischiosa per la vita del paziente stesso.

Il surrene ipersecernente, infatti, inibisce la produzione dell’altro, che deve riabituarsi gradualmente a fornire un adeguato apporto ormonale a tutto l’organismo.

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