Paratiroidi: ruolo nel sistema endocrino, patologie più comuni, sintomi e cure

Le paratiroidi hanno l'importante ruolo di regolare i livelli di calcio nel sangue: analizziamo le principali patologie, i sintomi e il percorso di cure ad esse associati.

Indice

Le paratiroidi sono 4 piccole ghiandole situate nel parenchima dorsale della tiroide.

Sono incaricate della produzione del paratormone (PTH), l’ormone che regola i livelli di calcio nel sangue, per cui una loro anomalia deve essere necessariamente trattata.

Le paratiroidi

paratiroidi

Le paratiroidi hanno dimensioni particolarmente contenute, comprese tra 0,5 e 1 cm, ma svolgono l’importante ruolo di regolazione dei livelli di calcio nel sangue.

Il calcio, infatti, svolge diverse funzioni nel nostro metabolismo; per questo deve essere tenuto a livelli costanti nell’organismo, in quanto permette:

  • la trasmissione degli stimoli nervosi;
  • la coagulazione del sangue;
  • la contrazione muscolare e cardiaca;
  • la mineralizzazione ossea;
  • la modulazione di diversi enzimi.
paratiroidi ingrossate

La regolazione del calcio avviene tramite la secrezione da parte delle cellule principali delle paratiroidi di paratormone (PTH).

Il paratormone

paratormone alto

Il paratormone viene prodotto in risposta a bassi livelli di calcio, per cui:

  • stimola il rilascio di calcio dalle ossa;
  • aumenta il riassorbimento renale di calcio;
  • aumenta l’assorbimento intestinale di calcio.

Insieme alla calcitonina, garantisce l’omeostasi degli ioni di calcio e fosforo, con un meccanismo a feedback negativo, per cui all’aumentare del paratormone, diminuisce la produzione della calcitonina e viceversa.

Il paratormone è ipercalcemizzante, per cui viene secreto in risposta a bassi livelli di calcio, l’ipocalcemia.

Paratormone e calcitonina

paratormone e calcitonina

La calcitonina è, invece, secreta dalle cellule parafollicolari della tiroide.

Agisce principalmente in tre modi:

  • stimola il deposito del calcio nelle ossa;
  • inibisce il riassorbimento del calcio nei reni;
  • riduce l’assorbimento del calcio a livello intestinale.

Essendo un ormone ipocalcemizzante, aumenta all’aumentare dei livelli di calcio nel sangue, l’ipercalcemia.

Le patologie delle paratiroidi

ghiandole paratiroidi

Quando il paratormone viene secreto in maniera anomala, si manifestano sintomi associati agli elevati o ridotti livelli di calcio nel sangue.

Queste condizioni vengono chiamate:

  • ipoparatiroidismo, in cui la secrezione è bassa;
  • iperparatiroidismo, in cui la secrezione è alta.

Come abbiamo già accennato, il paratormone è un ormone ipercalcemizzante, per cui i livelli di calcio nel sangue saranno direttamente proporzionali al quantitativo che viene secreto.

L’iperparatiroidismo

iperparatiroidismo

Nella maggior parte dei casi, l’iperparatiroidismo è conseguenza diretta della presenza di un adenoma, un tumore benigno, alle paratiroidi; alle volte l’aumentata secrezione di paratormone, invece, può essere conseguenza di un aumento di volume della ghiandola, per cui in questo caso si parla di iperplasia.

È molto raro, invece, che l’iperparatiroidismo sia conseguenza di un carcinoma paratiroideo.

Sintomi dell’iperparatiroidismo

Si presenta generalmente con:

  • fragilità ossea;
  • disturbi renali, come calcolosi;
  • problemi neurologici, con difficoltà nella concentrazione e depressione;
  • disturbi a livello gastrointestinale (iperacidità gastrica e dolori addominali).

Cure per l’iperparatiroidismo

Il trattamento principale dell’iperparatiroidismo è la paratiroidectomia, l’intervento per l’asportazione delle paratiroidi.

Operazione a basso rischio, soprattutto se eseguita da un chirurgo esperto, la paratiroidectomia è la soluzione definitiva per la condizione, nonché il trattamento d’elezione.

La terapia farmacologia viene presa in considerazione solo nei pazienti in cui non sia possibile eseguire la paratiroidectomia.

Farmaci per l’iperparatiroidismo

Nei pazienti in cui non sia possibile l’intervento si ricorre all’utilizzo di:

  • calciomimetici, che aumentano la sensibilità dei recettori calcio-sensibili della tiroide;
  • bisfosfonati, per contrastare il riassorbimento osseo, utili nei pazienti con osteoporosi;
  • modulatori selettivi del recettore degli estrogeni (SERM), nelle donne in menopausa.

Paratiroidectomia

paratiroidectomia totale

La paratiroidectomia prevede l’utilizzo di diverse procedura in base alla causa che genera l’iperaparatiroidismo, per cui in caso di:

  • adenoma, si rimuove solo la paratiroide interessata;
  • iperplasia, si rimuovono 3 paratiroidi e una porzione della quarta (paratiroidectomia subtotale);
  • carcinoma, si asporta la paratiroide in blocco con il lobo tiroideo e i linfonodi del lato interessato.

Nei casi in cui sia incerta la ghiandola che causa l’ipersecrezione, può essere necessaria l’esplorazione cervicale bilaterale, in modo da identificare la paratiroide da rimuovere.

Quando si ricorre alla paratiroidectomia subtotale, la porzione restante sarà in grado di produrre paratormone a livelli adeguati, ma può essere necessario l’integrazione di calcio e vitamina D temporaneamente, in modo da stabilizzarne la produzione autonoma.

Diverso è il caso della paratiroidectomia totale, che richiede necessariamente terapia a vita e controlli periodici per la valutazione dell’ipoparatiroidismo iatrogeno.

L’ipoparatiroidismo

ipoparatiroidismo

L’ipoparatiroidismo è una condizione in cui si verifica una bassa produzione di paratormone, in risposta a bassi livelli di calcio nel sangue; può essere:

  • asintomatico;
  • lieve;
  • grave.

Sintomi dell’ipoparatiroidismo

I sintomi variano da paziente a paziente e sono legati al grado dell’ipocalcemia; si riscontrano maggiormente:

  • spasmi muscolari, che possono peggiorare e diventare dolorosi se la condizione non viene trattata (tetania);
  • formicolio alle mani e intorno alla bocca (nei casi lievi);
  • problemi neurologici (irritabilità, ansia, confusione mentale);
  • problemi gastrointestinali;
  • problemi ai denti;
  • predisposizione aumentata alla cataratta;
  • cute e capelli secchi;
  • raramente, attacchi epilettici.

Generalmente l’ipoparatiroidismo è acquisito e si può verificare dopo interventi di tiroidectomia totale o paratiroidectomia.

Cure per l’ipoparatiroidismo

Il trattamento dell’ipoparatiroidismo prevede la supplementazione di calcio e vitamina D, per ristabilire adeguati livelli nel sangue.

La vitamina D è fondamentale in quanto permette il deposito del calcio nelle ossa.

In genere l’ipoparatiroidismo è controllato efficacemente in questo modo: a questo proposito, comunque, è molto importante monitorare in maniera costante la propria situazione ed evitare la sospensione del trattamento.

L’ipoparatiroidismo, inoltre, può essere conseguenza dell’asportazione delle paratiroidi nei pazienti con iperparatiroidismo: per questo motivo, la terapia sopra descritta deve essere applicata anche in questi pazienti, temporaneamente o permanentemente.

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